Il Cardinal Carlo Maria Martini arrivando a dire “Oggi non è urgente che gli uomini credano, ma che pensino” ha voluto sottolineare l’urgenza di educare le menti degli uomini perché i veri protagonisti di tutto l’agire umano sono i pensieri.

Siamo tutti portati a catalogare e a dividere gli uomini in gruppi: ricchi e poveri; belli e brutti; solari e tenebrosi; lavoratori e non; coerenti e non coerenti; responsabili e irresponsabili…. Ma forse la divisione più significativa è questa: Uomini pensanti e uomini non pensanti.

I pensanti tengono la vita in mano e i non pensanti la appaltano ad altri. I pensanti sono originali e i non pensanti sono banali. I pensanti si proteggono, mentre i non pensanti sono le allodole degli imbroglioni, del tipo Wanna Marchi che alcuni anni fa riuscì ad incassare sessanta miliardi di vecchie lire dallo specchietto della televisione

Victor Hugo sosteneva che quelli che conducono il mondo non sono le locomotive, ma le idee. Forse non vi abbiamo mai pensato , ma i veri protagonisti di tutto sono i pensieri. Le camere a gas non le ha inventate Hitler ma le hanno inventate coloro che le hanno pensate. Hitler ha solo aperto il rubinetto e acceso il fiammifero. La tragedia delle Torri Gemelle di New York non l’hanno provocata gli aerei, ma le menti impazzite. Insomma la dinamite non serve: bastano le idee. Si diventa Kamikaze cominciando dal cervello….Benito Mussolini parlando di Gramsci diceva: “Bisogna impedire a quel cervello di pensare” ed ancora basti pensare alla Russia, dopo Stalin, quando i dissidenti non venivano più deportati in campi di concentramento, ma rinchiusi in ospedali psichiatrici con la diagnosi che le loro idee erano sintomi di disturbo psichico. Perché? Perché i pensieri fanno nascere le cose! Pensiamo allo stolking: quanti pensieri passano nella mente di coloro che perseguono una persona per riuscire ad annientarla!!! E quanto avrà pensato Giovanni Vantaggiato prima di mettere in atto il suo piano diabolico per riuscire a mettere la bomba dentro alla scuola dove è morta Melissa Bassi.

Potenza del cervello, da proteggere, da salvare, ma innanzitutto da EDUCARE!!! In che nodo?

Immaginiamo una partita di scacchi dove per vincere bisogna pensare alle giuste mosse e procediamo:

Prima mossa: aiutiamo nostro figlio a scoprire di avere una testa: Il bambino scopre di avere la testa quando gli diamo l’opportunità di usarla. Esempio: per il bambino è un problema riuscire ad allacciarsi una scarpa, sbucciare un’arancia, mettere a posto la catena della sua bicicletta. Ebbene lasciamolo che se la sbrighi da solo, il più presto possibile

Più presto tratterremo il bambino da adulto, più presto lo diventerà!

Seconda mossa: dobbiamo tenere nostro figlio sotto pressione il più possibile Il nostro cervello ha bisogno di stimoli continui e non di riposo. Dobbiamo immaginare di mandare il cervello del bambino in palestra! E la palestra è quando legge, quando fa un puzzle, quando gioca agli indovinelli, alle parole incrociate. Tener allenato un cervello vuol dire rallentarne l’invecchiamento.

Terza mossa: aiutare il bambino a superare la crosta delle cose, aiutarlo a vedere in profondità! L’intelligenza sta proprio qui. La parola “intelligenza” deriva dal latino “intus legere” ossia “leggere dentro” Ecco perché non è intelligente chi compera un’automobile perché ha una bella linea e un bel colore……L’intelligente la compera perché il motore è buono e la sua carrozzeria è sicura. Non guardiamo alle apparenze, ma a ciò che sta sotto!!! Si racconta che due mercanti veneziani fugarono il corpo di S. Marco con un trucco: lo nascosero dentro ad un corpo di maiale macellato. Sapevano che i musulmani non possono toccare la carne di maiale e così S. Marco fu portato a Venezia per diventarne il protettore. Tra l’apparire e l’essere può esservi un abisso come tra S. Marco e il maiale. E con una battuta aggiungo: “Occhio: vi possono essere lupi vestiti da Prima Comunione!”

Quarta mossa:salviamo il cervello da eventuali virus I virus sono ad esempio i pregiudizi, cioè le valutazioni date senza alcun controllo. “Gli insegnanti sono tutti noiosi… I carabinieri sono tutti scarsi in materia grigia…. Le suore sono tutte ingenue….I preti sono tutti lagnosi….Le donne sono tutte chiacchierone! “ Un figlio senza pregiudizi in testa ha la testa ben fatta, il cervello pulito, sano, equilibrato. Altro virus:così fan tutti ! Tutti vanno in discoteca,perciò ci devo andare anch’io…tutti hanno lo zainetto griffato e pertanto anch’io devo averlo…Scusate ma questo modo di agire è la punta più alta della stupidità umana.. Questo virus si può vincere con un’arma infallibile: il dubbio! Perché bisogna comprare quel prodotto? Perché lo pubblicizza la televisione? Perché devo comprare quelle orrende scarpe con tacco 15 che mi fanno tanto male e che mettono a duro rischio il mio equilibrio? Solo perché sono previste dalla moda? Ecco il dubbio!

Finchè vi saranno genitori che difendono il dubbio, l’intelligenza del figlio sarà al top proprio perché il dubbio è sinonimo di intelligenza. Quinta mossa:proteggere la mente del bambino approfittando della sua curiosità La curiosità è forse la dote più preziosa di tutte. Jean Piaget diceva: “Vorrei morire con la mente di un bambino perché è il più grande dei ricercatori”

La curiosità è la madre del progresso, della ricerca, senza “perché” non esisterebbero scoperte e l’uomo sarebbe come una bestia. La curiosità va coltivata, protetta e semplicemente rispondendo ai suoi “perché” . Penultima mossa: aiutare il bambino a passare da un modo di pensare in cui i fatti vengono semplicemente accostati senza nessun nesso causale ad un secondo modo di pensare dove i fatti vengono collegati l’un l’altro da rapporti causa-effetto.

Questa mossa è importantissima perché legata al senso di responsabilità oggi così sceso paurosamente in basso. Non pensare alle conseguenze è sbagliare. Le cose sono infatti tutte collegate fra loro ( esempio : l’uscita delle lucertole è collegata all’uscita del sole) ed educare al senso di responsabilità non può essere un optional.

Settima e ultima mossa: L’esercizio della criticità L’intelligente non inghiotte, ma mastica. L’intelligente non accetta niente a scatola chiusa, ma filtra.

L’intelligente “critica” nel senso giusto della parola ossi “vaglia”, “sceglie”. In tal modo si difende e si protegge. La coscienza critica è l’unica difesa contro il cretinismo allo stato puro. La mamma che nel negozio chiede a sua figlia” Che ne dici di questo abito? Secondo te mi è adatto?” educa alla critica e il padre che domanda al figlio”Secondo te quale nuova tinteggiatura possiamo scegliere per il salotto?” Educa alla critica. Intanto il pensiero di affina, si fa riflessivo, profondo, si attrezza di una buona riserva critica che lo rende uomo libero e che non accetta mia il pensiero prefabbricato. Proprio riguardo all’acquisizione di una buona capacità critica, io ricordo una mia Madre Generale che mi educò persino ad osservare attentamente i manifesti affissi al muro nel percorso mattutino dalla casa alla chiesa per distinguere quelli ben fatti con un buon look grafico,con un’immediata comprensione da quelli casuali buttati giù senza una logica di impostazione, perchè –mi diceva- c’è sempre da imparare per non sbagliare e quando sarai tu a realizzarne uno saprai bene come fare!!!!

Se metteremo in pratica tutte queste mosse avremo formato nel bambino la più forte barriera di difesa contro tutte quelle cose che bruciano il cervello e gli attrezzeremo la mente perché possa sedersi davanti alla televisione come uomo e non come servo.

Proviamoci e daremo “SCACCO MATTO” a tutti i non pensanti!!!!!!

 

bacheca3
desegni4
fiabe4