In occasione della festa della mamma abbiamo insegnato ai nostri piccoli alunni due belle poesie e una di queste parlava di un pittore che volendo fare un  quadro aveva usato tutti i colori del creato. Dopo qualche giorno mi è arrivata una telefonata di una mamma che mi dice: “Mio figlio mi ha fatto tanto ridere perché recitando la poesia mi ha detto: ”Se fossi un pittore dipingerei un quadro con tutti i colori del quadrato…”  il giorno dopo ripresi quel bimbo  correggendolo: ”non devi dire i colori del quadrato, bensì i colori del creato”  e dandogli una spiegazione molto frettolosa mi sono accorta che proprio “Il creato” sembrava loro un termine molto, ma molto astratto. Decisi allora di dedicare una lezione  per spiegare cosa si intende per creato, ma nel prepararmi mi sono accorta sempre più che i genitori e tutta la gente di oggi è molto lontana dal comprendere il dono immenso del creato…

Come può un bambino capire e poi amare e rispettare il creato se non è stato neppure abituato a vedere, apprezzare ciò che ci circonda dal piccolo stelo di erba, alla bellezza di un ruscello, la grandezza delle nostre montagne, il lavoro della formica che lavora per trasportare il cibo per l’inverno, la straordinaria varietà di fiori, gli animali  che vivono vicino a noi, e riconoscere che tutto questo è opera della creazione?  Intanto la fede in Dio ci porta ad assumere il giusto atteggiamento nei confronti del creato, che  non si deve e non può essere confuso con la “natura”. Il cambiamento di parola è sostanziale. Ci limitiamo a tre sole conseguenze di tale cambio per dimostrare quanto la fede in Dio incida sull’ecologia-

  • Se tutto è creato, nulla appartiene a noi, ma al suo Creatore

Il creato è un dono emozionante e misterioso come Colui che lo ha fatto germogliare dal nulla. Non possiamo ferirlo, non possiamo rubargli il suo incanto. Non è lecito trasformare il mare in una cloaca, non è lecito sfregiare i monti, non è lecito seppellire i fiori sotto tonnellate di spazzatura

  • Se Dio è il Creatore l’universo è da contemplare! /Quanto sono grandi le tue opere. Tutto hai fatto con saggezza e hai fatto buona ogni cosa!

Il creato come fonte di stupore, dunque come fonte di umanizzazione. Fanno paura quei ragazzi che conoscono ogni cosa del computer, ma non sanno nulla della poesia. Ragazzi disincantati, aridi, senza vibrazioni interiori. Giovani poveri che non sanno attingere alla miniera dello stupore. Giovani ciechi. Vivono nel miracolo e non o sanno! Il seme di cocomero ha la potenza di estrarre dal suolo l’equivalente di duecentomila volte il proprio peso.Il filo prodotto dal ragno è millequattrocento volte più sottile di un capello umano. In una manciata di neve fresca vi è mezzo milione di cristalli, ognuno diverso dall’altro.

Ecco: tutto ci sembra regola, invece è prodigio! Non è un prodigio il rosso-viola degli anemoni? Il merlo nero sulla neve? E tutto quel cielo infinito con il suo smisurato silenzio? E il fiato che diventa voce, voce che diventa parola? E la simmetria delle stelle marine? Il rosso corallo che popola il fondo del mare?

La creazione è come una miniera inesauribile di meraviglia! Il famoso scrittore tedesco GOETHE  un giorno ha confidato: ”Esisto per stupirmi” E Einstein era convinto che “L’uomo che non è capace di provare meraviglia e di essere invaso dallo stupore è come se fosse morto”  A Zogno abbiamo anche le grotte delle meraviglie  ma quanti ragazzi zognesi si sanno meravigliare nell’osservare il  creato?

Passiamo alla terza conseguenza derivante dalla fede in Dio come creatore di quella che noi chiamiamo “Natura”

  • Se Dio è il Creatore a noi spetta il compito di salvaguardare la creazione, per rispetto di Colui che ne è l’autore

Chi ha compreso fino in fondo tale dovere è stato, per esempio, San Francesco di Assisi che chiamava la luna col nome di sorella, il fuoco col nome di fratello, la terra col nome di Madre etc…. Tommaso da Celano diceva ”cammina con riverenza sulle pietre per riguardo a Colui che è detto Pietra”.  Quando i suoi frati tagliavano la legna proibiva loro di recidere del tutto l’albero affinché potesse gettare nuovi germogli. Ordinava all’ortolano di lasciare incolti i confini attorno all’orto perché a suo tempo il verde delle erbe e lo splendore dei fiori cantino quanto è bello il Padre di tutto il Creato.

Questo è uno scritto che ad alcuni potrà apparire ingenuo, infantile, ma anche uno scritto  che letto in profondità e nella sua intenzionalità prova come la teologia sia la base più sicura dell’ecologia! D’altronde non può essere che così. Se, come dice la teologia, Dio è il Creatore, amare una creatura è come amare DIO.  Speriamo che queste riflessioni possano scendere nel cuore di ciascuno di noi e lo aiutino a comprendere che il rispetto al nostro Creatore comporta il rispetto verso tutte le creature e allora si potrà sperare  di superare quell’odio che circola anche in mezzo a noi e che spinge  a uccidere senza pietà e  a offendere chiunque ostacoli il nostro cammino.

Sicuramente al mio piccolo alunno ho spiegato il significato di creato in modo molto più semplice, ma lo ringrazio per avermi dato l’opportunità di riflettere in primis sul dono del creato!!!

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